Mentre fuori il caldo torrido di questi giorni non dava tregua, all'Acinque Arena di Varese si è respirata tutta un'altra aria. A cercare refrigerio – e successo – ci ha pensato il Team Nunavut del Curling Club Chiasso, che ha letteralmente trasformato il torneo A8 Mi-Va nella propria casa per i pinguini.
L'evento, organizzato dal Jass Curling Club Milano in collaborazione con il Varese Curling, ha richiamato ben 20 squadre da ogni angolo d'Europa e oltre: Italia, Svizzera, Francia, Germania, Polonia, Scozia e perfino il Canada. A onor del vero, è bene sottolineare che la formazione canadese è stata "rinforzata", come riportato da una testata locale, da (quattro) elementi del Curling Club Chiasso.
Pinguini in pista: tattica e fortuna
Il torneo, giocato con il sistema Schenkel su 4 partite da 6 end, richiedeva precisione assoluta: non bastava vincere, occorreva accumulare il maggior numero di end possibile in una classifica cortissima. Il nostro "Pinguino Skip" di turno ha fatto della vittoria del Toss un vero mantra, conquistandoli immancabilmente tutti. A scendere sul ghiaccio varesino il team al completo: Rabin (lead), Massi (second), Mauro (third) e Manuel (skip).
Ghiaccio "conter" e misteri gastronomici
La prima sfida contro l'L.S. Di Varese è stata subito un test di adattamento. La lettura del ghiaccio era complessa, con righe quasi invisibili e una superficie "conter". I ragazzi però non hanno tremato, controllando i 4 end decisivi e chiudendo sul 6-3.
Archiviata la pratica, scatta la missione "energia": il team affida a Massi l'incarico di ritrovare il ristorante cinese testato l'anno precedente. Il risultato? Nessun cinese pervenuto e una sosta di fortuna in un nuovo locale aperto da poco, che si è rivelato un ottimo ripiego.
Il pareggio che sembrava una sconfitta
Il secondo match contro i "Quattro Cantoni", capitanati dal "ticinese" Daniel Streiff (altrimenti erano solo 3 cantoni), è stato un ottovolante emotivo. Partenza a razzo dei nostri, avanti 5-1 a metà gara, seguita da un blackout che ha permesso agli avversari di rimontare fino al pareggio finale. Una parità che, per un attimo, ha tratto in inganno lo skip – convinto di aver perso, prima di essere correttamente istruito dalla squadra. La giornata si è chiusa con un settimo posto generale, una cena in albergo "senza pretese" e tante chiacchiere di curling.
Il balzo in classifica e... il ritorno al ristorante
Sabato mattina, le condizioni del ghiaccio sono mutate radicalmente: estremamente lento e le solite pendenze. La tattica è cambiata in favore della potenza (takeout) per raggiungere la casa. Contro i CCK Ice Lions, freschi reduci da una vittoria (contro i 7 Nani), i pinguini chiassesi hanno letto alla perfezione la linea, vincendo per 9-2 e scalando la classifica fino al quarto posto. Per il pranzo? Niente cinese e si opta per il medesimo ristorante del giorno precedente.
Il trionfo finale
L'ultima sfida, contro il Team 21100 (terzo in classifica), è stata una vera e propria finale. Con il pubblico presente sugli spalti per i match decisivi, l'atmosfera si è fatta elettrizzante (con tifo da stadio, più o meno organizzato). Superato il nervosismo iniziale, i nostri hanno dominato i primi due end, gestendo il vantaggio fino al 6-3 finale.
Una prova di maturità che ha garantito al Team Nunavut il meritato secondo gradino del podio. L'avventura si è conclusa con una cena – stavolta lontana dal ristorante cinese – per celebrare un weekend da incorniciare, dove il ghiaccio di Varese ha ritrovato il calore e l'inconfondibile spirito del Team Nunavut.
Sfida parallela: architetti a mattoncini
Oltre alla contesa sul ghiaccio, i team si sono misurati in una singolare gara di creatività: costruire sculture a tema curling utilizzando i famosi mattoncini Lego. In questa disciplina, i chiassesi non hanno brillato per doti architettoniche, ma si sono comunque dichiarati orgogliosi della propria opera d'arte, tanto da decidere di portarsela a casa come insolito souvenir dell'evento.